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Di fatto ogni persona introduce la sostanza stupefacente nella propria storia...
Elèmire Zolla, Il dio dell'ebbrezza, 1998

Di fatto ogni persona introduce la sostanza stupefacente nella propria storia e nel proprio codice genetico, così alterandone talvolta il significato e l'effetto. La droga estrae dalla persona una parte ignota, che potrebbe celarsi fino alla morte, ha effetti paradossi.
Elèmire Zolla, Il dio dell'ebbrezza, 1998

Sono passati molti anni, dieci forse di più.
Leggevo Elèmire Zolla con l'incoscienza del neofita, era un susseguirsi di riferimenti filosofici, religiosi, mitici, un mare infinito e affascinante.
Qualcuno, un'idiota che ho voluto dimenticare, mi disse: "io non leggo i fascisti!".

Oggi che Zolla, torinese, anglista, è morto, quelle idiozie appaiono ancora più vuote e stupide. È morto da un mese o poco più, poche righe, un bel coccodrillo sul Sole 24 ore, qualche ricordo sincero, tante testimonianze di circostanza... come tutti i morti insomma.

C'era un periodo in cui leggere di sciamanesimo era di destra, che scoprire Santa Teresa d'Avila, il misticismo medievale, le possessioni era sospetto.
C'era un periodo, per qualche idiota non è ancora finito, che parlare di visioni, ascesi, mostri e simboli era pericoloso, pericolosamente di destra...

Oggi Elèmire Zolla ha abbandonato i suoi mistici a noi, ci ha regalato la conoscenza di Dumezil, Eliade e soprattutto ci dimostrato una capacità d'analisi rara per un cultura asfitica e paurosa come la nostra.

Ma l'idiota mi torna in mente ora che scrivo, sfogliando un vecchio Bur puzzolente di polvere, e mi chiedo: avrei mai scoperto il mio corpo, la mia psiche, la mia libertà se avessi dato retta ai pregiudizi dell'idiota?

Elèmire Zolla ha scritto e parlato di noi, di quel noi che fatichiamo a scoprire. Ha parlato attraverso gli archetipi, i simboli che servono per raggiungere quel Dioniso tanto agognato.
Dioniso e i moderni dionisiaci, ovvero noi, voi che mi state leggendo e forse vi chiedete dove voglia andare a parare. Noi che cerchiamo con mezzi leciti o illeciti di capire fino a dove Dio è nascosto in noi.

Elèmire Zolla ha sempre alzato lo sguardo, cercando il più piccolo sospetto di divinità nel ascesi di piccoli uomini. Nessuna illuminazione dall'alto ma al contrario l'uomo che illumina Dio.

Infine torno al vero protagonista di questa pagina: l'idiota.
Una raccomandazione che mi faccio da allora è non ascoltare chi consiglia senza conoscere. Zolla per anni l'hanno ascoltato in pochi, in meno ancora l'hanno ascoltato senza etichette, pregiudizi, oggi, a babbo morto, tutti gli riconoscono: lucidità, genialità, immensa erudizione...
É sempre troppo tardi, troppo facile, troppo comodo...
D'altronde la madre degli idioti è sempre incinta, quella degli illuminati no.

Doctor Schultesll

Leggete Elemire Zolla, fatelo in suo ricordo e non abbiate mai pregiudizi.

17/09/2002 Doctor Schultes