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Peter-Paul Zahl
Cannabis, droga diabolica

fuoriluogo

Internet: http://www.fuoriluogo.it

Peter-Paul Zahl
Cannabis, droga diabolica
Traduzione di Leda Spiller
Edizioni Socrates 2002
pp. 198 € 9,30

"Personaggi e storie sono inventati ma, qua e là,
qualche riferimento alla realtà non è da escludere"

Fonte: www.railibro.rai.it

L'autore
Peter-Paul Zahl nasce a Friburgo/Briesgau nel 1944 e vive fino al 1953 nella RDT. Nel 1964 si trasferisce a Berlino Ovest e tre anni dopo fonda una piccola casa editrice con annessa tipografia.
Nel 1972 è arrestato e condannato per "lesioni gravi e resistenza violenta alle forze dell'ordine".
Rilasciato dopo dieci anni di prigione, lavora come volontario presso la "Schaubüne" diretta da Peter Stein. Dal 1985 vive in Giamaica, è sposato e ha sei figli. Ha pubblicato oltre venti libri, alcuni tradotti in Francia, Grecia, Danimarca, Olanda e Giappone.

Il testo di copertina

Marijuana, reefer, bhang, pot, kif, ganja, sensimillia... in una parola cannabis.
Droga diabolica da estirpare, come impongono le politiche proibizioniste, oppureerba benefica, dono di Dio, panacea di tutti i mali, come insegna la religione Rasta?
Portland, Giamaica. L'investigatore privato Audrey "Ruffneck" Fraser e il suo amico poliziotto Dean "Prento" Campbell indagano su un efferato delitto legato al traffico della cocaina. Sulle tracce degli assassini, si troveranno ad attraversare l'intera isola,
in un viaggio denso di situazioni imprevedibili e personaggi emblematici: Valerie e Latoya, bellezze nere misteriose e sensuali; Rass Lick, rasta riflessivo e spirituale che coltiva marijuana; Henderson, pericoloso gangster che controlla il mercato delle droghe pesanti; Billy Chang, boss cino-giamaicano ossessionato da una sola idea, vendicare la morte del figlio...
A metà tra detective story e racconto di viaggio, Cannabis, droga diabolica, è soprattutto una straordinaria immersione nella storia e nella cultura della Giamaica,
terra di incessanti contaminazioni e conflitti irrisolti tra tradizione e modernizzazione incontrollata. Peter-Paul Zahl ci restituisce integralmente questo spirito, facendo emergere l'incontenibile vitalità dei giamaicani e il loro profondo senso d'identità, destinati a trionfare incontrastati in tutto il romanzo.

L'incipit

La cosa più bella di questo lavoro è l'ozio.
Siamo seduti su uno sperone di roccia, la baia sotto di noi, le gambe e l'anima ciondoloni.
Sulla piccola isola davanti all'insenatura una palma straziata dal forte vento: il bersaglio.
Inquadriamola tra pollice e indice, prendiamo la mira. Mettiamo a fuoco esattamente l'obiettivo. La mano non trema. Il punto di mira è centrato sulla linea dell'orizzonte. E noi ci troviamo là, esattamente là: alla fine del mondo.
Perché la terra non è rotonda. È piatta. La nave che scompare lì, alla fine del mondo, riemerge semplicemente, capovolta, sull'altra faccia della terra.

Dal Libro

"Non puoi farlo, Chang" replicò Prento con voce flebilissima.
"Certo che posso" rispose Billy con lo stesso volume di voce. Sollevò rapido le palme, le lasciò cadere e aggrottò la fronte, come se stesse pensando a qualcosa di completamente diverso.
"E se io lo impedisco?"
"Non lo farai, amico mio, Dean Campbell, detto Prento, l'apprendista; perché nel capire al volo sei un maestro. Non cadrai nella trappola della giustizia. Vuoi arrestare quei tre? Per vedere poi con quale eloquenza saranno difesi da avvocati di prima classe, come, in prigione, saranno riforniti di ogni cosa dai loro amici, come saranno poi liberati per continuare tutto esattamente come prima, e come infine, con ogni probabilità, ti metteranno alle costole un killer prezzolato?"
Prento si grattava il gomito sinistro. "Che ne dici,Ruffie?" chiese rivolto a me il mio migliore amico. "Ah, io mi chiamo fuori" risposi controvoglia. "Penso però che Billy non abbia tutti i torti... Una delle tante cose che più mi era difficile mandar giù quando ero poliziotto - e per te è lo stesso, Prento - é il fatto che uno, in servizio, è solo una ruota di un grosso ingranaggio...(pag. 125)

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