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Ma perché adesso non creda che sia totalmente libero...
Francesco Petrarca, Familiari, libro III

Ma perché adesso non creda che sia totalmente libero da colpe, ti dirò che mi possiede una passione insaziabile che sino ad oggi non ho saputo ne voluto frenare: mi lusingo infatti che non possa essere disonesto il desiderio di cose oneste. Vuoi dunque sapere la mia malattia?

Francesco Petrarca, Familiari, libro III

Del furore del possedere, si è dipendenti come e peggio della droga.
Alcuni non riescono a trattenersi dall’accumulare oggetti del desiderio, spesso ad ogni costo. Io sono fra quelli.
Mi è capitato di deprezzare e litigare per un Mantegazza del 1911, battibeccando sul valore di una 15° edizione con un bouquiniste nostrano. Ma il Mantegazza vale sempre una litigata, e alla fine ogni desiderio non soddisfatto è un rimpianto.
C’è chi ama possedere qualsiasi cosa, chi si specializza, chi ama solo acquistare per il gusto di farlo, c’è insomma materia per generazioni di psicanalisti.
Nelle mie acquisizioni sono disordinato. Lo preferisco. Accumulo oggetti che poi seleziono divido e archivio.

C’è da chiedersi, e se lo state facendo vuol dire che anche voi siete malati, perché possedere.
La mia risposta è: perché no.
Giorni fa discutevo con un amico che sosteneva che il possesso ti impone la schiavitù. Diceva, a ragione, non c’è libertà nei legami terreni, fisici. Come dargli torto, abbandonare una biblioteca, una collezione di lattine o di cartine, spesso è più penoso che lasciare il o la propria amata.
Ho ribattuto, senza convinzione, che si può sempre essere liberi a tempo, andare in vacanza. La verità è che le cose hanno una storia, e che possederle è possedere un po’ di storia.

Se state ancora leggendo vuol dire che qualcosa a cui tenere l’avete, e vi state chiedendo cosa questo c’entri con la canapa.
C’entra.
Come ogni accumulatore che si rispetti il cannabifilo ama conoscere. Sperimenta tutti gli usi, le varietà, acquisisce storie, scambia oggetti e opinioni. Non è un semplice consumatore. Il consumatore è quello di surgelati. Lasciamo queste definizioni a chi fa politica e ragiona in termini di percentuali e convenienze. Il cannabifilo è un amatore, un curioso. Leggi permettendo, compra libri, adotta piante (vere o fittizie), necessarie a foumer.
É un mondo variopinto, basta farsi un giro in rete: ci sono i raccoglitori di cartine, i patiti delle pipe o dei chilum, i bibliofili, i collezionisti di magliette, di dischi a tema, di poster, di accendini... Non ci credete? fate un giro a un mercatino freak, andate a un festival reggae o a un incontro antiproibizionista, non è forse pieno di venditori di oggettistica, gadget, libri? A chi pensate che vendano, ai poliziotti?
Credete, e convincete i vostri amici, non è solo una questione di sterile sballo, è una spinta alla storia, alla conoscenza.

Doctor Schultesll