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Pubblicato in Il foglio quotidiano 20/06/1997 - Né grazia né giustizia
Il foglio quotidiano

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Si può tenere un grammo di hashish se si paga l’Iva

Denunciata per l’evasione della tassa(880 lire), sarà processata a ottobre

In questi giorni si parla molto di depenalizzazione: in particolare, di depenalizzazione dei reati minori. Di questo si sta discutendo animatamente alla Camera dei deputati, e su questo si giungerà, presto, a una votazione. Depenalizzare: ovvero compiere un primo e significativo passo verso una revisione del nostro ordinamento penale, al fine di adeguarlo ai valori della nostra carta costituzionale e a una concezione non vendicativa, ma "mite ", della pena; e, in termini più generali, a esigenze di equilibrio e di moderazione nell’amministrazione della giustizia. Dunque, depenalizzare vuol dire restituire alla giustizia penale il ruolo di strumento per perseguire i fatti che creano effettivo allarme sociale e violano i diritti fondamentali del cittadino; e limitare, perciò, il ricorso alla sanzione penale, da utilizzare solo ed esclusivamente per tutelare quei beni che la collettività considera primari e fondamentali. Epperò: tutto ciò rischia di risultare bello e istruttivo, ma inefficace se non si interviene celermente e razionalmemente. Questo, probabilmente, è quanto avrà pensato quella donna di 80 (sì, di ottanta) anni, residente a Roma, quando è stata buttata giù dal letto da cinque volanti e denunciata per coltivazione di piante di papavero da oppio. E ancora: un’altra donna è stata sorpresa con poco più di un grammo di hashish all’aeroporto di Genova: la polizia le ha contestato il mancato pagamento dell’Iva (880 lire) e il 31 ottobre sarà processata in pretura nel capoluogo ligure. La polizia le ha sequestrato lo stupefacente e successivamente ha inviato il verbale alla magistratura per l’irregolarità fiscale. Infine: a Vicenza i carabinieri dei Nas hanno disposto il sequestro della birra "Cannabis" e, accertato che non vi era traccia di sostanza stupefacente, hanno contestato una violazione delle norme sulle etichettature. Quando si tratta di droga, leggera o pesante che sia, la reazione immediata e i fatti ricordati lo testimoniano è quella di collegare questa azione, direttamente o indirettamente, alla sfera e alle sanzioni del diritto penale. Non importa se, così facendo, si avvalorala tesi di chi sostiene che la sanzione penale sia l’unica forma di pena possibile, o, addirittura pensabile e, soprattutto, che il carcere sia, di per sé, lo strumento adeguato a risolvere tutti i conflitti sociali, tutte le condotte illecite e, insieme, tutte le forme di devianza e, addirittura, di patologia. Ecco perché, molto saggiamente, è stato inserito, nel testo riguardante la depenalizzazione dei reati minori, un articolo finalizzato alla depenalizzazione dei comportamenti collegati al consumo personale di droga. Durante la Conferenza sulle droghe svolta sia Napoli nel marzo scorso, il vicepresidente del Consiglio, Walter Veltroni, il ministro della Giustizia, Giovanni Maria Flick, quello per gli Affari sociali, Livia Turco, e quello della Sanità, Rosi Bindi, avevano affermato l’intenzione di procedere sulla strada della depenalizzazione dei comportamenti individuali collegati all’uso delle droghe. E’ possibile che oggi, dopo le controverse sentenze della Cassazione, l’ultima delle quali sancisce l’illiceità del "passaggio di mano in mano" di uno spinello, il governo Prodi non si dichiari a favore? Sarebbe un passo piccolo, ma assai significativo, nella direzione di un sistema giudiziario capace di elaborare norme adeguate tanto al caso quanto all’ordinamento.

Luigi Manconi

 

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