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Il foglio quotidiano 7 11 1997 - Né grazia né giustizia
Il foglio quotidiano

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Droga, un invito a piantarla-L’hascish? No la repressione
Tre mesi di condanna a sei studenti per un volantino antiproibizionista

Mentre in Gran Bretagna, in Svizzera e al Parlamento europeo crescono le iniziative e i consensi per rendere più tolleranti le legislazioni n materia di droghe, in Italia la "guerra" ad hascish e marijuana procede senza resipiscenze e con grande dispiegamento di forze, come possiamo constatare da alcune cronache dell’ultimo mese. Se la "droga" in questo caso, i derivati della cannabis è un "male assoluto", chiunque non contribuisca a combatterlo va punito per "intelligenza col nemico": dunque, colpito per le sue opinioni, prima ancora che per i suoi comportamenti. Un ragionamento simile è, presumibilmente, alla base della vicenda che ha coinvolto alcuni giovani del centro sociale "Belfagor" di Piacenza, e che nei giorni scorsisi è concluso con sei condanne a tre mesi, due assoluzioni e due ulteriori rinvii a giudizio. I fatti risalgono a due anni fa: squadre di poliziotti, con ausilio di cani lupo e troupes televisive al seguito avevano perquisito studenti e aule di alcuni istituti superiori piacentini, alla ricerca di droghe, non rinvenute. Questi "blitz", ricorrenti all’inizio dell’anno scolastico, sono di grande effetto scenico, ma producono, in genere, risultati nulli sul piano del sequestro di sostanze, e decisamente dubbi su quello preventivo educativo. Ma tant’è: da che mondo è mondo, la "guerra" necessita anche di "propaganda", (e di non andar troppo per il sottile). E così, ai giovani che, qualche giorno dopo, avevano distribuito un loro comunicato dal titolo "Piantatela", è toccata prima l’imputazione e ora la condanna, poiché "agendo in concorso tra loro, mediante volantinaggio, pubblicamente istigavano all’uso illecito di sostanze stupefacenti e/o svolgevano attività di proselitismo per tale uso". Per la verità, i giovani del centro sociale "Belfagor" intendevano invitare le forze dell’ordine a "piantarla" di trattare gli studenti come pericolosi o potenziali criminali. Ma forse, più che il titolo del volantino ela sua dichiarata opzione antiproibizionista, deve avere indispettito la contestuale (e ironica, ve l’assicuriamo), distribuzione di semi utilizzati come mangime per canarini. Sempre a fine ottobre, i carabinieri hanno scoperto a Carmagnola, "grazie a una confidenza", una piantagione di canapa, salvo poi accorgersi che il suo proprietario è l’ex sindaco, il quale con quella canapa (del tutto legale poiché a basso contenuto di principio attivo)produce tele e cordami. Altrettanto imbarazzante la "scoperta" di un’altra piantagione, alla periferia di Roma. Le agenzie precisavano che nella zona "lavorano numerosi extracomunitari, tra cui egiziani e marocchini". Peccato si sia accertato che la canapa veniva coltivata, per farne cellulosa e fibre tessili, dall’Istituto sperimentale di cerealicoltura, per conto del ministero delle Politiche agricole. Insomma, "piantatela".

Luigi Manconi

 

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