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Droga: proibirla o legalizzarla?
IL FOGLIO 7 03 1996

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Droga: proibirla o legalizzarla?

Abbiamo inserito sulla rete Internet la se guente domanda: Sulla lotta alla droga l’opinione pubblica dei vari paesi si
pone l’annoso dilemma: repressione o liberalizzazione?

In Italia su questo tema ci sarà prossimamente un referendum popolare, in alcuni paesi europei, dopo le disastrose esperienze dei quartieri dove la droga circolava legalmente (ben presto trasformatisi in ghetti invivibili) si sta sperimentandola politica della "riduzione del danno": la sanità pubblica offre droga gratuitamente ai tossicodipendenti, togliendoli così dal circuito della delinquenza e tentando un loro graduale recupero. In altri paesi il possesso di quantità anche minime di droga porta a condanne durissime. La proposta di liberalizzazione si basa sulla considerazione che così verrebbero meno i presupposti del traffico e dei guadagni ad esso connessi. Chi si oppone ribatte che in questo modo, apre prescindere dall’incertezza del risultato e dall’immoralità della proposta, si manderebbe sicuramente a morte un’intera generazione di giovani. Voi cosa ne pensate? Tutti convengono che è giusto punire chi traffica droga, è giusto punire anche chi la consuma ?

Ecco le risposte giunte in redazione.

Non punite né chi spaccia né chi consuma. Hanno solo un gusto diverso dell’inebriante Gli spacciatori non dovrebbero essere puniti. Così non dovrebbero esserlo i consumatori. Punire i consumatori è un atto immorale di brutale crudeltà. Chi sceglie ora di far uso di droghe illegali è semplicemente gente con un gusto diverso per l’inebriante. Non sono deviati, non sono pericolosi per la società e dovrebbero essere lasciati da soli a condurre la loro caratteristica vita produttiva. Come è scritto nella dichiarazione di Francoforte : "La miseria e la morte associate all’uso di droghe illecite è in primo luogo il risultato dell’illegalità del loro consumo".

Dana Larsen, 25 anni, editrice di "The Magazine of Canada’s Cannabis Culture "Va n c o u v e r, Canada

Permettetene la vendita libera e controllata e tassatene gli alti proventi Sono una nonna di 49 anni che ha scelto, come droghe, il vino , la birra e l’espresso .Prendo una media di un’aspirina al mese e non assumo nessun’altra droga senza prescrizione medica, per anni a volte. Credo che l’incentivo a creare, spacciare o contrabbandare droga dovrebbe essere eliminato attraverso la legalizzazione. La maggior parte dei mali che la nostra società sta sopportando risultano dalla proibizione delle droghe. Certe persone troveranno sempre un modo per alterare i loro sensi. Questo dovrebbe interessare solo loro finché non infrangono il diritto degli altri. Ci sono un mucchio di leggi che puniscono chi cagiona danno agli altri. Qualsiasi sconsiderato, arrogante e futile tentativo di eliminare l’uso di qualche sostanza, si risolve nell’utilizzo di altre sostanze più pericolose: l’uomo può creare delle droghe, prodotti chimici domestici e droghe da strada adulterate. La proibizione incoraggia anche la corruzione del nostro governo, l’imposizione della legge e una criminalità più violenta. I profitti alti incoraggiano a inventare droghe più facilmente disponibili per i bambini di quello che sarebbe se fossero regolate, controllate e tassate.

Rose Ann Furhman Santa Rosa, California

La riduzione del danno qui in Inghilterra funziona bene. E la polizia collabora Le droghe sono un problema sociale, la guerra alla droga è una guerra alla nostra stessa gente. Il modo migliore di controllare l’uso di droghe è di controllare la fornitura di droga, criminalizzandola si aggiunge semplicemente un altro problema .L’idea di permettere a piccole aree in un numero limitato di città europee di diventa re dei distretti di droga libera porta all’inevitabile problema connesso al numero di consumatori che sono stati attratti in queste aree (spesso fuori città). In ogni caso non significa che tutte le politiche europee liberali sulla droga siano fallite. L’esempio più evidente è la politica tedesca nei confronti della cannabis, dove il governo continua ad appoggiare l’iniziativa del 1976 che decriminalizzava il possesso e la vendita al dettaglio. La cannabis è dopotutto la droga illegale più largamente utilizzata. Impegnala maggior parte delle risorse di polizia e causa negli utilizzatori, per la maggior parte giovani, la sensazione di essere tagliati fuori dalla ocietà. I governi europei non hanno cambiato politica nel fornire droga (eroina in particolare) in conseguenza al Care sorelle, continuate a emanciparvi ma non fatevi contagiare dal femminismo fallimento del tentativo delle aree di droga libera. In Gran Bretagna il Comandante Generale dell’Ispettorato sulle Droghe, Mr.Bing Spear, è stato uno dei primi a fornire eroina ai tossicodipendenti nel 1960 ripulendo il mercato da criminali che vendevano droga e eliminando il bisogno dei tossico dipendenti di rivolgersi al crimine per finanziare le proprie abitudini. Il suo lavoro ,a quanto si dice, ha persuaso la mafia newyorchese in visita a Londra nel 1963, che non c’era modo di creare un sindacato inglese per l’eroina quando i dottori stavano già distribuendo droga ai tossico dipendenti. Poco prima della sua morte, nel luglio del 1995, Mr. Spear ha detto: "La maggior parte della gente che utilizza droga non va incontro a mali seri. La maggior parte delle conseguenze sono il risultato dell’illegalità…e non c’è un forte elemento di ipocrisia nel nostro atteggiamento prevalente verso le droghe ? " .L’argomento della liberalizzazione è basato su una considerazione più ampia di quella che proponete nella vostra domanda. L’uso di droghe è sempre esistito ed esisterà sempre nella nostra società. Gli ufficiali di polizia e i politici hanno già dichiarato chela guerra contro la droga non potrà mai vincere.
L’argomento di una riforma sulle politiche relative alla droga è un approccio migliore piuttosto che la criminalizzazione che fa più danni che altro. Se arrestate uno spacciatore, sarà semplicemente rimpiazzato da un altro. La guerra alla droga non ha diminuito la domanda di sostanze stupefacenti e crea semplicemente un mercato nero dagli alti profitti gestito da criminali. La distribuzione di droga dovrebbe essere concessa, controllata e regolata. I consumatori di droga devono essere informati, essere consapevoli dei pericoli e capire che sono responsabili delle loro azioni, ma farne dei criminali e metterli in galera non è di beneficio per nessuno. Ne il Deason Birmingham, Gran Bretagna Il proibizionismo si ormai rivelato un totale fallimento, sta distruggendo la società Cominciare con la metafora della "guerra" e del "combattimento" è davvero inopportuno e conferisce importanza ai disagi inutili causati dall’attuale politica. Gli stupefacenti, inclusi il tabacco e l’alcool, condividono diverse caratteristiche. 1) Le persone le introducono nel loro flusso sanguigno e nel sistema nervoso centrale aspettandosi del piacere. 2) Il loro uso ripetuto può portare
all’abitudine e alla dipendenza fisica. 3) Sono possibili conseguenze sociali indesiderate, ma non risultati inevitabili dell’uso e della dipendenza abituale. 4) C’è rischio per la salute del consumatore. E’ molto variabile e per colmo d’ironia
è più alto con gli stupefacenti legali che con quelli illegali. La proibizione attraverso la criminalizzazione è stato un totale fallimento. Le politiche proibizioniste sono radicate nel moralismo religioso, benché siano frequentemente giustificate come una protezione per i cittadini, specialmente i bambini. Il proibizionismo fallisce perchè crea un mercato criminale di lucro sulle sostanze proibite. Questo porta a danni ben documentati che sono generalmente proporzionati allo zelo con cui le leggi sono imposte e alla accondiscendenza della popolazione. Gli ideali di politica in una società illuminata dovrebbero cercare di minimizzare il danno che le droghe procurano agli individui e alla società mentre contemporaneamente dovrebbero preservare la libertà individuale. Qualche forma di proibizione di vendita ai minori è probabilmente inevitabile, ma presenta problemi di imposizione. I mercati neri dovrebbero essere evitati a tutti i costi. Questo significa prezzi ragionevoli e anonimato.

Thomas J. O’Connell, chirurgo toracico 64 anni, San Mateo, California

Proibire la droga ha aumentato gli omicidi, e noi ci siamo assuefatti a questa violenza Una cosa che viene in mente quando si parla di come combattere la droga è che dobbiamo notare come la guerra alla droga stia dissolvendo il collante che tiene la società insieme. Quanti di voi hanno sentito in tv il seguente racconto? "Stavo lavorando al turno notturno, seguendo la pista di un furto con scasso, quando arrivò la chiamata per un omicidio. Guidai verso quest’appartamento su due piani dove cinque persone erano state uccise. Quando entrai, i corpi giacevano sul pavimento. Le vittime erano sedute intorno al tavolo prima di venire uccise. Chi le aveva uccise doveva aver usato un Uzi o qualche altra arma automatica che conteneva un caricatore da almeno 30 colpi. C’erano bossoli ovunque. Un’occhiata e seppi che era un assassinio collegato alla droga .Ogni volta che vedi delle vittime che sonostate legate e imbavagliate prima di venire uccise, sai che c’è di mezzo la droga, perché la violenza domestica non ha mai uno stile di esecuzione così premeditato. Mi ricordo di aver guardato quella carneficina e aver pensato "Wow, qualche ragazzo ha ucciso 5 persone in una volta sola". Ma non ero scioccato.I ntendo dire, non è una di quelle cose che non ti aspetti". "Non è una di quelle cose che non ti aspetti ...". Dicono che puoi abituarti a tutto se ci arrivi abbastanza lentamente. Gli omicidi multipli sono così comuniche sono notevolmente non degni di attenzione. Il proibizionismo ha coinciso conun incremento negli omicidi nazionali di circa il 65 per cento in dieci anni. Cose equivalenti al Massacro di San Valentino accadono così spesso che non le notiamo più.

Bob Ramsey Chicago, Illinois

La venda lo Stato e con i profitti si metta a combatterla seriamente. Punire costa troppo Nessun mercato nero, nessun profitto ,nessuna arma, violenza o guerre in campo, così d’incentivo per i ragazzi per venire coinvolti, nessun profitto dalla droga con cui comprare più droga ha senso per me. Il ritmo dell’abuso di sostanze stupefacenti indica che la maggior parte della gente può venire in contatto con la droga. E’ forse l’alcool illegale nel vostro paese? Se così fosse, è forse vero che chiunque abbia bevuto alcolici è morto ? Perché le altre droghe dovrebbero essere diverse? I medici sono d’accordo nel considerare gli alcolici come una delle droghe più pericolose e che danno assuefazione. Punire gli spacciatori non serve a fermare l’abuso di droghe. Economicamente, è appena sufficiente a tentare di entrare in qualcosa dove il mille per cento dei profitti sono il minimo. Se uno spacciatore viene rimosso, c’è generalmente una battaglia per il territorio di spaccio. Ovviamente non importa quanto rigorose sono le pene, non c’è scarsità di spacciatori. Perché non lasciamo che sia il governo a spacciare ,nello stesso modo in cui qualche Stato degli Stati Uniti distribuisce alcool? Poi, i profitti(le tasse) potrebbero essere usati per qualcosa che ridurrebbe effettivamente i danni causati dall’abuso di droghe e dal mercato nero attraverso l’educazione e le cure. Non è giusto, ovviamente, punire i consumatori, non porta a niente e costa un sacco di dollari ai contribuenti.

F. H. Ludlow Rochester, Minnesota

La repressione va bene agli spacciatori e ad alcuni politici. Ottimo il modello tedesco Credo che la soluzione che si è rivelata efficace sia stata la politica tedesca di separare le droghe leggere da quelle pesanti. (è spiegata in maniera approfondita, insieme a statistiche, all’indirizzo Internet http://www.minvws.nl/ drugnota/0/index.htm.) .Questa politica ha riscosso così tanto successo negli ultimi 20 anni che la Germania ha recentemente seguito l’esempio olandese. La polizia inglese sta attuando ufficiosamente la stessa politica, mentre il governo inglese (e l’opposizione) ignorano i richiami ad una riforma politica sulla droga. Il giornale inglese "Police review" e alcune riviste mediche come "The Lancet" e "The British Medical Journal" hanno chiesto la legalizzazione della cannabis per separarla dalle droghe pesanti. E’ strano come siano solo gli spacciatori e i politici a voler mantenere l’attuale status quo. La legalizzazione non è priva di problemi, che sono descritti nella pagina Internet di cui vi ho fornito l’indirizzo. Senza alcun dubbio funziona meglio dell’attuale sistema, come mostrato nelle loro tavole di "Percentuale di tossicodipendenti da droghe pesanti nei vari paesi".

Brian Milner, 32 anni, funzionario informatico, Università di Brune, Londra

Solo la lotta contro i centri di produzione e di raffinazione può essere vincente Sono un cardiologo ospedaliero ma anche responsabile sanitario di un carcere di primo livello con quasi 700 detenuti, tra i quali circa cento tossicodipendenti. In sincerità non saprei consigliare un sistema certo per combattere la droga, ma su una cosa posso testimoniare: il tossicodipendente costretto a non assumere droghe si adatta e ne esce (almeno fisicamente). A qualcuno potrebbe sembrare una affermazione degna di Catalano, ma non sono in pochi a credere che la dipendenza fisica del tossicodipendente è tale che la sua sospensione può provocare la morte. Non è così. Il difficile sta, per prima cosa, nel riuscire a porre il tossicodipendente in un ambiente esente da droghe (il carcere, di cui ho esperienza, non si può certo prendere come modello positivo), poi di riuscire a svezzarlo nel modo meno traumatico possibile (io, da10 anni, uso le benzodiazepine a dosi scalari, con buon successo), quindi (e questa è la cosa più difficile) reinserirlo nella società e ridargli i problemi di tutti i giorni senza che ricada nella droga. Se con metodi discutibilissimi(il carcere) si riesce ad attuare i primi due punti, fino ad ora non ho quasi mai visto reinserito qualcuno solo con la buona volontà di educatori e assistenti sociali. Liberalizzare non si deve, non si possono immolare una infinità di irresponsabili (i tossicodipendenti)solo per combattere uno dei tanti aspetti della mafia. Forse, per quanto gigantesco possa sembrare il progetto, solo con la lotta alle raffinerie e nei luoghi di produzione primaria delle droghe si potrà ottenere una fisiologica diminuzione di mercato fino alla sua estinzione.

Fabio Scandurra, 40 anni Siracusa, Italia

 

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