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Le droghe privano la vita delle sensazioni e delle gioie
L.Ron Hubbard, fondatore della Church of Schientology

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Le droghe privano la vita delle sensazioni e delle gioie che sono comunque, l’unica ragione di vivere.
L.Ron Hubbard, fondatore della Church of Schientology

Quando ho letto il divertente opuscolo “La droga e i figli: cosa possiamo fare? - Campagna dico No alla Droga ”, fonte di conoscenza e di ispirazione (a drogarsi verrebbe da dire), ho pensato a Pulp Fiction.
Cosa c’entra è presto detto: John Travolta, travolto da Schientology, ovvero la nuova chiesa fondata dal grande autore di fantascienza L.Ron Hubbard (è non scherzo sul grande autore), ne era il principale drogato protagonista.
Ma si sa la conversione sulla via di Damasco non è prevedibile.

Poi, con calma, penso ai figli. Non a quelli di Travolta ma ai nostri. Penso alla loro educazione.
Cosa penseranno leggendo questi opuscoli distribuiti in tutte le città, nelle scuole, nei bar? Penseranno: mio padre è un drogato.
Già perché i libri di testo delle scuole elementari e medie non fanno mancare i loro capitoli sulla prevenzione alla droga. Dicono che la canapa (la chiamano, alla messicana, marijuana) è una droga pericolosa, che porta all’eroina (per questa usano il nome italiano) e via dicendo le solite inconfutabili verità.

D’altronde, verrebbe da dire, questi poveri figli bisogna difenderli dagli spacciatori.
La soluzione escogitata dai nostri cari redattori di sussidiari è di far passare per spacciatori i milioni di consumatori di canapa con figli.
Per nostra fortuna i bambini sono strani esseri: comprendono più di quanto vogliano farci credere.
Hanno due scelte: credere che mamma e papà siano pericolosi disadattati perché davanti alla televisione fumano una po’ di canapa o credere che i redattori dei libri siano degli imbecilli che non conoscono mamma e papà.

Ma i bambini, beata innocenza, parlano. Alla maestra che, inacidita, terrorizza i bambini con siringhe affiancate a tizzoni ardenti di marijuana, dicono: “anche mia madre fuma, ma di siringhe non ne ho mai visto”.
La zelante docente potrebbe, per il bene della patria e dalla fanciullezza perduta, riferirlo a chi di dovere...
Un lento ma inesorabile apparato burocratico potrebbe muoversi...

Per fortuna, come disse il mai troppo compianto (è vivo non vi preoccupate) ex Ministro Veronesi, i professori sono tutti drogati e magari più della routine proibizionista non eseguono.

La speranza è che i redattori dei programmi ministeriali diventino tutti drogati, o che, in alternativa, cambino droga, ed inizino a redire programmi seri e non partigiani.
Ma si sa la scuola free non è la prima delle preoccupazioni del nostro amato governo...
Prima ci sono i negri, poi i giudici, poi le televisioni statali, poi il Ponte di Messina...
Insomma la scuola può attendere, intanto ci pensa la Moratti a distruggerla.

Doctor Schultes

 

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