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Quella zona è una grande scoria che galleggia sulle acque ...
Alfredo Niceforo – La delinquenza in Sardegna. Note di sociologia criminale, Palermo,1897

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Quella zona è una grande scoria che galleggia sulle acque luminose di un grande oceano, scoria ammalata e vecchia, residuo di un mondo scomparso.
Alfredo Niceforo – La delinquenza in Sardegna. Note di sociologia criminale, Palermo,1897

Mi dovrete perdonare ma essere Isolani è una dipendenza assai forte.
Chi l’Isola la visita solo per turismo non può capire.
Quando sbarchi è l’odore delle pietre che ti entra nel naso e attiva sinapsi che solo gli isolani hanno, non sono le piante, o il mare sono proprio le pietre.
Mi dicono che ogni Isola ha il suo Odore, me lo dicono altri isolani, d’altre isole.

Esiste una sorta di comunione fra gli Isolani, si riconoscono, si guardano, si scrutano.
Non ci sono parole, è noto che gli Isolani parlano poco, per riconoscersi, credo che sia una sorta di feromone (che solo gli aborigeni producono), ci si avvicina e si comprende.
Non fraintendiamoci, gli Isolani sono tutto tranne che socievoli e uniti, tutt’altro. Uno dei tanti conquistatori disse che i primitivi abitatori dell’Isola erano “pocos, locos i malunidos”. Mai cattiveria fu più vera.
D’altronde per riconoscersi non bisogna amarsi…

L’isola è il luogo ideale per i conquistatori, spoglia, disabitata, isolata, il luogo ideale per piazzare in prigione i delinquenti, punire i funzionari, rapinare i boschi, i campi, fare poligoni, investire in fabbriche inutili, sperimentare tecniche militari…

Ma gli Isolani sono strani, siamo strani. Più ci sfruttano, più li accogliamo, ci facciamo ammazzare come mosche sui fronti più terrificanti, diventiamo zelanti funzionari, ottimi scrittori in lingua straniera (già perché nell’Isola si parla un’altra lingua), siamo drogati, dipendenti dai nostri aguzzini.

Per anni ho creduto che fosse una questione culturale, l’Isolanità intendo, che
la si potesse acquisire.
Immaginavo che lo studio, l’analisi permettesse di comprenderne il profondo significato. Ho studiato ma ho solo capito di più dei continentali, della loro incapacità di comprensione degli Isolani.
No, oggi vedo che è una questione genetica, e credo che Darwin si sia sbagliato. I geni si acquisiscono anche per via nasale.
A forza di respirare i sassi ti entrano dentro, ti modificano il sangue. Forse ci vogliono decenni, forse generazioni ma non esiste Continentale che a forza di respirare granito e basalto non sia diventato Isolano.

Ho conosciuto Isolani nati ovunque, in Belgio come in Canada, nulla, erano Isolani con l’accento inglese o belga, ho conosciuto Continentali nati nell’Isola e nulla, erano Isolani con gli occhi azzurri e un’altezza spropositata.

Io gli Isolani li sopporto sempre meno, sono permalosi, inconcludenti, balenti… Sono troppo simili a me per non essere odiati.

Doctor Schultes

 

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