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TUTTO QUELLO CHE C'E' DA SAPERE
SUL NUOVO CODICE DELLA STRADA

La Stampa

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Responsabilità per i minori in auto, antidoping obbligatorio, casi particolari di sospensione della patente. A far luce sulle «zone grigie» del nuovo codice è Piero Caramelli, direttore della prima divisione del servizio Polizia stradale al Viminale.

TEST ANTI DROGA
Possono farli in strada le pattuglie e possono obbligare l’automobilista ad andare in ospedale in base a un semplice sospetto?
Ci saranno due modi per accertare la guida sotto l’effetto di droghe. Gli agenti possono sottoporre subito al test rapido qualsiasi automobilista fermato e se, questa prima verifica dà esito positivo, scattano gli accertamenti immediati nella struttura sanitaria più vicina. Il rifiuto equivale a una «confessione». Se il conducente, infatti, si sottrae, gli viene applicata la sanzione come se fosse già stata dimostrata la sua colpevolezza. Il test fatto in strada dalla pattuglia, ossia lo stick salivare (detto «precursore» nel nuovo codice) non costituisce prova, serve come monitoraggio qualora ci sia il ragionevole dubbio di un’alterazione psico-fisica provocata da stupefacenti. L’accertamento autentico è quello successivo, nei laboratori d’analisi. Una procedura seguita, in particolare, per chi presenti pupille dilatate o pronunci frasi sconnesse. Se il prelievo conferma i risultati del test immediato, viene contestata all’automobilista la sanzione.

 

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