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Canapa agli incurabili di Raffele Valieri.
2000 Roma, Stampa Alternativa, pp.90 per £ 10.000

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"La buon'anima di Suor Francesca faceva il muso torto, ma nella Santità della sua missione e nella rettitudine de' suoi giudizi si dovette finalmente convingere che il rimedio giovava e quindi era ammissibile nella disciplina delle nostre ammalate" p. 26





Ce ne fossero ancora Suor Francesche negli ospedali. A dire il vero questo opuscolo pubblicato ormai nel 1887 ha un'attualità rara, oggi che di canapa medica non solo si parla ma, finalmente anche in Italia timidamente, la canapa si ricomincia ad utilizzare. Quello del Valieri è un breve trattato medico che ha nella corposità della lingua e della forma tutto il peso dell'erudizione e della sperimentazione fine secolo.


Eppure sembra di leggere Grinspoon, sembra di leggere il rapporto Roques o il Libro Bianco di Fuoriluogo, un'attualità che fa riflettere.


L'asma, l'epilessia, la fame (ora si direbbe anoressia e bulimia) i dolori mestruali erano le patologie che Valieri curava nelle corsie dell'Ospedale degli Incurabili a Napoli. Insieme a Valieri c'erano: Carlo Erba e altri medici, farmacisti, scienziati che si chiedevano come utilizzare sfruttare al meglio la canapa indiana, in Italia, per i malati d'allora. Ed in questo che Valieri è realmente innovatore: la canapa è sempre canapa, anche la nostrana.


Un'intuizione che oggi fatica a passare anche fra i più ferventi antiproibizionisti. Quanti, come il Valieri, ammettono la sostanziale falsità delle differenza fra canapa e canapa? Quanti usano termini avulsi dalla nostra cultura (marjuana, hashish etc.) per chiamare quella che i nostri nonni chiamavano semplicemente canapa, caneva, canepa, canaipe, canevon, e tutte le altre varianti dialettali?





Di questo opuscolo rimane la lucidità positivista di un medico che cerca per i suoi pazienti la miglior cura, resta la catalogazione delle patologie curabili con la canapa, rimane la scelta economica e utilitaristica di sostituire un prodotto esotico con un prodotto autarchico.


Insomma di poche pagine rimangono molti insegnamenti, ma come dice l'autore:


[il trattato] aggiunge alla utilità industriale ed economica nella composizione de' diversi preparati della canapa nostrana: ellissiri, liquori, pastiglie, perle e sigarette.


Un'auspicio che pare nessuno voglia ricordare.

 

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