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Il principino Harry, alla tenera età di 16 anni, fumava...
La Repubblica, 14/01/2002

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Il principino Harry, alla tenera età di 16 anni, fumava gli spinelli e si ubriacava fino al vomito. È un teenager ed è un inglese. Che altro volete che facesse?

La Repubblica, 14/01/2002

E un momento fortunato per i consumatori di canapa. Appena sabato 12 gennaio, l’autorevole Dottor Gessa (su Repubblica) pacatamente smentiva le baggianate dell’Eurispes e dell’onnipresente Muccioli (tanto Fuoriluogo da far rimpiangere il padre Vincenzo) ed oggi i tabloid inglesi ci informano della scappatella cannabinica del giovane Windsor.

Una fortuna che durerà poco a sentir i proclami proibizionisti (tutti e solo italiani).

Le sensate dichiarazioni di un medico non faranno cambiare idea a chi crede di essere sempre nel giusto. Eppure segni di normalità si insinuano pericolosamente nelle ondivaghe convinzioni degli Italiani (o di una parte d’essi).

Ad essere politicamente scorretti si colgono sprazzi di sprazzi di luce: poliziotti stanchi di perdere tempo con i ragazzini, medici incapaci di dire le bugie, politici possibilisti, mamme comprensive, giudici tolleranti, tutto questo in Italia. In Europa: il cattolicissimo Aznar apre le narco salas, la Germania è sempre più tollerante, il pragmatico Regno Unito depenalizza, e tralascio, per ovvietà, l’Olanda e la Svizzera.

Potrei, potremmo essere contenti, ma purtroppo il dolore sovrasta il tutto.

Tutti Noi, ragazzi impauriti dalla burocrazia prefettizia, adulti sottoposti a controlli umilianti, padri che cercano sollievo per i propri figli malati, la risposta che ci possiamo dare è semplice: è proibito.

È proibito curarsi, è proibito evitare la malavita coltivando canapa, è proibito punto e basta.

Perché è proibito? La rete e i giornali sono pieni di perché, perché si o no, le opinioni sono opinioni, le conosciamo. Il dottor Gessa ha la sua, il Principe Carlo anche, Muccioli un’altra, io la mia, quello che manca sono informazioni (come dice il dr. Gessa). Sprazzi di notizie, come l’esilarante pentimento del rampollo reale, servono a tutti Noi per capire, per riportare la questione canapa alla giusta dimensione, alla normalità. Così come le lucide affermazioni del dottor Gessa spazzano il campo dalla fantascienza proibizionista.

In un paese che non conosce il significato di normalità, la vera conquista non è fornire opinioni spacciate per verità ma offrire gli strumenti per formare la propria opinione, e voi non potete che concordare con Noi.

Doctor Schultes

 

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