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L'utilizzo della canapa per la produzione di pasta di cellulosa ad uso cartario
Cooperativa Humu

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Resoconto del 1º anno di sperimentazione - anno 1998

La Cooperativa Humus è nata nell'Ottobre 1997 per iniziativa di 8 giovani della provincia di Ascoli Piceno, nelle Marche, e fin dall'inizio si é interessata alla reintroduzione di colture tradizionali del nostro paese e tra queste la canapa che tra tutte sembrava avere le maggiori possibilità di successo, considerato anche il fatto che in passato l'Italia è stato il secondo produttore mondiale di questa pianta da fibra.
È stata, nella persona del presidente, tra i soci fondatori di Assocanapa nel Gennaio 1998 ed è tuttora membro del Consiglio Direttivo.
Nell'ambito della campagna canapicola 1998 e all'interno del vasto programma di Iniziative e prove sperientali promosso da Assocanapa su tutto il territorio nazionale, la nostra cooperativa si è proposta di valutare gli eventuali possibili impieghi della canapa nel settore cartario, considerata anche la nostra vicinanza col polo cartario di Fabriano.

Nel corso di un convegno tenutosi ad Ascoli Piceno il 3 e 4 Aprile 1998, intitolato "Terra... di carta. Canapa: il ritorno di una coltura millenaria e le sue prospettive di utilizzo nell'industria cartaria", si è prospettata la possibilità di avviare un progetto di sperimentazione che coinvolgesse il Centro Tecnico Industriale del Poligrafico dello Stato di Roma e le Cartiere Miliani di Fabriano. Il Poligrafico dello Stato è attualmente l'unica azienda in Italia a possedere un impianto sperimentale per la separazione della canapa e di altre piante annuali da fibra (come il lino) ed è in grado di produrre pasta di cellulosa da fibre vegetali nei suoi impianti di Foggia.
Il progetto è Stato finanziato nell'ottobre 1998 dal Consorzio Universitario Piceno mentre i risultati della sperimentazione si sono avuti nel maggio di quest'anno e sono stati, per alcuni versi, superiori alle aspettative.
La sperimentazione, effettuata utilizzando due varietà di canapa francese (Futura e Fedrina) e una varietà italiana Fibranova), si proponeva i seguenti obiettivi:

Valutare le caratteristiche chimiche della pianta rilevanti ai fini di una successiva trasformazione industriale (cartaria e non);
Determinare nelle piante la composizione percentuale in tiglio canapulo e polveri, dopo il trattamento di separazione;
Verificare il comportamento delle rotoballe di canapa alla separazione e la resa dei componenti;
Applicare trattamenti meccanico - chimici al tiglio per destinarlo ad usi tessili;
Verificare la possibilità di utilizzazione del tiglio nei non - wovens;
Produrre paste cartarie ad alta resa (CTMP e RMP) da tiglio e da canapulo;
Produrre paste cartarie chimiche da tiglio e da canapulo;
Produrre carte contenenti paste chimiche e ad alta resa di canapa, sia da sole che in miscela con paste di altre essenze;
Produrre carte con le paste chimiche di tiglio e di canapulo.

I risultati di questo primo anno di studio sperimentale sono stati più che buoni anche se sarà necessario approfondire alcuni aspetti ed effettuare ulteriori prove sperimentali. Da questo primo studio sono comunque emerse le seguenti conclusioni:

Le varietà di canapa presentano una notevole variabilità per quanto riguarda la percentuale delle tre componenti. Per il tiglio si passa dal 26,4% della Futura al 19,5% della Fibranova. Si conferma la maggiore attitudine delle varietà italiane alla trasformazione tessile grazie alla loro relativa facilità ad essere ripulite e pettinate.
La metodologia di separazione adottata consente di avere frazioni di canapulo ad elevato grado di purezza (quasi il 95% per ogni varietà). Il tiglio invece presenta ancora residui di canapulo al suo interno (in particolare la varietà Futura). Ove si volesse ottenere tiglio a purezza ancora maggiore, occorre prevedere un'ulteriore ciclo di lavorazione.
È possibile ottenere una pasta CTM da tiglio con buone caratteristiche meccaniche ed ottiche già con un solo stadio di raffinazione, nessuno stadio di sbianca e un ridotto consumo di reattivi chimici.
La pasta CTM di canapulo raggiunge caratteristiche meccaniche di sicuro interesse considerata la lunghezza delle fibre.
Le eventuali miscele di paste CTM di tiglio e di paste CTM di canapulo sono da sconsigliarsi per il grado di bianco ottenibile, in quanto questo valore nella pasta di canapulo è piuttosto carente.
È possibile applicare al tiglio un processo di trasformazione in paste cartarie ancora più blando, come il processo RMP, che esclude in pratica l'uso dei reattivi chimici.
L'aggiunta di paste RM da tiglio sembra apportare migliori caratteristiche ad un macero di bassa qualità soprattutto per quanto riguarda l'indice di lacerazione e anche il grado di bianco;
Il processo alcali - ossigeno (anche con una ridotta quantità di reattivo) permette di ottenere dal tiglio di canapa una pasta chimica con ottime caratteristiche e con un grado di delignificazione piuttosto elevato.
Per arrivare a quest'eccellente comportamento è necessaria un'adeguata preparazione della materia prima specie per quanto riguarda la pulizia e la lunghezza delle fibridi.
Il canapulo trasformato in pasta chimica, per le condizioni di processo alle quali è stato sottoposto, non ha dato una risposta soddisfacente: in futuro andranno provati parametri diversi per ottenere una cellulosa più integra e più scolante.

Alla luce di questi risultati emergono due dati salienti: l'ottimo comportamento del tiglio di canapa nella produzione di paste di cellulosa sia di tipo chimico, sia CTM, sia RM; il sorprendente comportamento del canapulo nelle paste CTM che ne fanno un valido sostituto del pioppo utilizzabile ad esempio nella produzione di carta da giornale.
La pasta chimica di tiglio é stata inoltre da noi inviata a diverse cartiere italiane (Fabriano, Bologna, Vicenza) per essere testata nei loro laboratori. Alcune di queste cartiere utilizzano già cellulosa di canapa importandola dall'estero ad un prezzo di circa tre quattro volte superiore a quello della cellulosa normale.
I risultati che queste cartiere ci stanno inviando proprio in questi giorni sono soddisfacenti e sembrano confermare le conclusioni cui è giunto il Poligrafico dello Stato.
Ciò ci induce a pensare che le prospettive di utilizzo della canapa nel settore cartario siano buone e di sicuro interesse industriale fermo restando che il settore tessile rimane lo sbocco privilegiato per la fibra di canapa. Per questo riteniamo sia necessario almeno un altro anno di sperimentazione al fine di approfondire e ampliare il lavoro finora svolto. In tal senso abbiamo già inoltrato la richiesta di un nuovo finanziamento per l'anno 1999.
Utilizzare la canapa nel settore cartario significherebbe aprire prospettive enormi sia in campo agricolo, sia industriale, sia lavorativo, sia soprattutto ecologico e ambientale.
Tutto sta vedere se in Italia, paese che importa circa il 90% della cellulosa di cui ha bisogno, esiste la volontà "politica" di effettuare scelte che vadano in questa direzione, iniziando a valutare seriamente la possibilità di utilizzare materie prime nazionali nei processi industriali.

Per ulteriori informazioni:
Cooperativa Humus
Largo Petrarca,1 - 63030 Castel di Lama (AP)
Telefono 0736/814124, 0347/7239785 (Daniele Re, Presidente), 0347/ 7595976 (Cristiano Cocci, Agronomo)

 

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