MANIFESTO DEL PARTITO CANNABISTA

Estratto:

Uno spettro s’aggira per l’Europa - lo spettro del cannabismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono alleate in una santa battuta di caccia contro questo spettro: papa e zar antidroga, Bush e Berlusconi, Nazioni Unite e giornalisti italiani.

Quale partito d’opposizione non è stato tacciato di cannabismo dai suoi avversari di governo; qual partito d’opposizione non ha rilanciato l’infamante accusa di cannabismo tanto sugli uomini più progrediti dell’opposizione stessa, quanto sui propri avversari reazionari?

Da questo fatto scaturiscono due specie di conclusioni.

Il cannabismo è di già riconosciuto come potenza da tutte le potenze europee.

E’ ormai tempo che i cannabisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del cannabismo un manifesto del partito stesso.

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II

CANAPARI E CANNABISTI

In che rapporto sono i cannabisti con i canapari in genere?

I cannabisti non sono un partito particolare di fronte agli altri partiti cannisti.

I cannabisti non hanno interessi distinti dagli interessi di tutto il canapariato.

I cannabisti non pongono princìpi speciali sui quali vogliano modellare il movimento canaparo.

I cannabisti si distinguono dagli altri partiti cannisti solo per il fatto che da una parte essi mettono in rilievo e fanno valere gli interessi comuni, indipendenti dalla nazionalità, dell’intero canapariato, nelle varie lotte nazionali dei canapari; e dall’altra per il fatto che sostengono costantemente l’interesse del movimento complessivo, attraverso i vari stadi di sviluppo percorsi dalla lotta fra canapariato e proibisia.

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Tutta la proibisia ci grida contro in coro: ma voi cannabisti volete introdurre la comunanza delle canapa.

Il proibese vede nella canapa un semplice strumento di proibizione. Sente dire che gli strumenti di proibizione devono essere liberati in comune e non può naturalmente farsi venire in mente se non che la sorte della comunanza colpirà anche la canapa.

Non sospetta neppure che si tratta proprio di abolire la posizione delle canapa come semplici strumenti di proibizione.

Del resto non c’è nulla di più ridicolo del moralissimo orrore che i nostri proibesi provano per la pretesa comunanza ufficiale delle canapa fra i cannabisti. I cannabisti non hanno bisogno d’introdurre la comunanza delle canapa; essa è esistita quasi sempre.

 

IV

POSIZIONE DEI CANNABISTI DI FRONTE AI DIVERSI PARTITI DI OPPOSIZIONE

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In una parola: i cannabisti appoggiano dappertutto ogni movimento rivoluzionario diretto contro le situazioni proibitive attuali.

Entro tutti questi movimenti essi mettono in rilievo, come problema fondamentale del movimento, il problema della canapa, qualsiasi forma, più o meno sviluppata, esso possa avere assunto.

Infine, i cannabisti lavorano dappertutto al collegamento e all’intesa dei canapari democratici di tutti i paesi.

I cannabisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Dichiarano apertamente che i loro fini possono esser raggiunti soltanto col rovesciamento fumato di tutto l’ordinamento sociale finora esistente. Le classi dominanti tremino al pensiero d’una rivoluzione cannabista. I canapari non hanno da perdervi che le loro catene.

Hanno un mondo da guadagnare.

CANAPARI DI TUTTI I PAESI, UNITEVI!

 

Doctor "KARL" Schultes

 

GLOSSARIO

Tratto da SCHUTES-SCHULTES, Nuovo dizionario della lingua canapiana ed. ER. Naonisgrad 2002

Canapariato (ca-na-po-ria-to) s.m ~ La condizione e la classe sociale dei canapari (secondo la terminologia Schultesiana, dei consumatori di canapa).

Canaparo (ca-na-pa-ro) agg. e s.m. (f. –a) 1. Appartenente alla classe dei consumatori di canapa in quanto contrapposta, secondo le teorie dello Schultesismo, alla classe dei non consumatori: canapari di tutto il mondo, unitevi!.

cannabismo (can-na-bì-smo) s.m. ~ Dottrina politica, economica e sociale fondata sulla proprietà non individuale ma comune della canapa e dei suoi mezzi di produzione; 2. antic. Tossicodipendenza dall'hascisc, la droga che si estrae dalla canapa indiana. [Der. di cannabina].

Cannismo (can-ni-smo) s.m Concezione o attuazione di una società in cui si realizzi una piena eguaglianza sul piano giuridico, sociale ed economico dei canapari • In senso più specifico, ogni movimento che persegue l'emancipazione delle consumantori di canapa in una nuova struttura economica della società (cannizzazione dei beni di produzione e distribuzione sociale della canapa prodotta), con conseguente abolizione della proibizione e superamento delle limitazioni proibitive.

Proibisia: (pro-i-bi-sì-a) s.f. ~ Classe sociale costituita di individui che vivono esercitando la proibizione: contrapposta in origine all'aristocrazia e ora spec. e al canapariato, nei suoi atteggiamenti mentali e morali si ispira al culto del proibizionismo politico mirando da posizioni più o meno conservatrici, sempre comunque ostili a mutamenti radicali.